Incontrare di persona i protagonisti del panorama internazionale del design

Incontrare di persona i protagonisti del panorama internazionale del design

Si è conclusa la kermesse del Salone Internazionale del Mobile di Milano, giunta quest’anno alla 56esima edizione.

Un’importante e immancabile vetrina per i big dell’arredo per interno ed esterno, ma anche un trampolino di lancio per giovani designers e nuove aziende che si affacciano per la prima volta nel panorama internazionale.

È importante esserci: in Fiera confluiscono tutti principali players del settore, dai designers ai produttori, dai buyers ai rivenditori, fino alle aziende dell’indotto come la comunicazione e la logistica. Incontrare di persona i protagonisti del panorama internazionale del design è fondamentale, perché permette di toccare con mano il prodotto, capire le novità, vedere in anteprima previews dei nuovi cataloghi e tenersi aggiornati sull’innovazione tecnologica. In breve, per il mondo del design in Salone del Mobile è “l’Evento”!

Capita però che piccole realtà, o società emergenti, con grande potenziale e un prodotto ottimo e di qualità, abbiano difficoltà a sostenere le spese della partecipazione ad un evento così importante, e non siano magari strutturate internamente. E allora ben vengano siti-vetrina interattivi e user friendly; social networks che permettono di raggiungere un pubblico più vasto; e-commerce e politiche di Web Marketing, tutte ottime strategia con costi decisamente più contenuti.

L’esperienza diretta

Succede tuttavia che i clienti finali sentano la necessità di avere un’esperienza diretta del prodotto che desiderano acquistare, soprattutto se si tratta di arredi o complementi che spesso prevedono un investimento importante. Non a caso, negli ultimi anni, sta prendendo piede il Phygital Marketing, ovvero l’arte di combinare l’esperienza fisica e quella digitale nella comunicazione e nelle politiche commerciali di un brand.

La definizione può sembrare astrusa e complicata, in realtà è molto più semplice di quanto non si creda; si tratta in effetti di valorizzare, attraverso la velocità di trasmissione e la viralità del messaggio digitale, i rapporti diretti e personali tra brand e consumatori. Un modo alternativo per rendere la shopping experience immediata, come un e-commerce, e allo stesso tempo emozionale, come una boutique.

Questo incontro tra digitale e fisico trova la massima espressione nella figura degli influencer, utenti della rete con centinaia e centinaia di seguaci che hanno, a vario titolo, esperienze e competenze in un determinato settore. Grazie ad internet, questi personaggi sono spesso i capofila di un passaparola potentissimo, di cui beneficiano marchi commerciali. Un esempio? Le fashion blogger che “presentano” un prodotto beauty o un capo di tendenza.

Gli eventi privati

L’attento studio di questo fenomeno è stata la base di partenza per Brandorbi, il marketplace digitale che favorisce l’incontro tra brand e influencer. Il principio da cui parte è chiaro: un cliente amante dei marchi ed imprenditoria, che chiameremo brand lover, può aiutare una giovane azienda a farsi conoscere da un pubblico più vasto, organizzando eventi più o meno grandi, più o meno impegnativi, a cui inviterà amici e conoscenti potenzialmente interessati al prodotto o ai prodotti in questione.

Nel corso dell’evento, il marchio può cogliere l’occasione di incontrare direttamente persone interessate alla sua attività, presentare i prodotti raccontandoli e raccontando la loro storia, le loro caratteristiche, le peculiarità che li differenziano dalla concorrenza. È la famosa vetrina offerta da eventi come il Salone del Mobile, ma con costi decisamente più bassi e con un pubblico selezionatissimo. Siamo nell’era 4.0, bambini e ragazzi sotto i quindici anni sono chiamati nativi digitali, ma la relazione umana ha ancora un ruolo fondamentale nel processo di vendita.

Brandorbi raccoglie da una parte le registrazioni di brand lovers, che mettono a disposizione i loro salotti e le loro abilità di intrattenitori; dall’altra quella di marchi che hanno il desiderio di ampliare la loro rete di contatti attraverso una forma promozionale che somigli di più ad una chiacchierata tra amici che ad una vendita. Le formule sono diverse, per tutte le tasche; si va da incontri one-to-one fino a piccoli parties con circa 25 invitati. Il brand lover, in qualità di padrone di casa, avrò cura di invitare il numero di persone pattuite, accoglierli e intrattenerli e organizzare, a seconda delle richieste dell’azienda committente, un piccolo buffet. Al brand non resta che presentare il prodotto nella maniera più accattivante possibile, senza dimenticare che si tratta di un incontro informale, una serata tra amici.

Semplice. E allo stesso tempo geniale. Le giovani aziende di cui parlavamo prima possono finalmente trovare le occasioni su misura per le loro esigenze, e le loro tasche, per presentarsi direttamente a potenziali acquirenti. Non dovranno far altro che selezionare il brand lover, o influencer, che più si avvicina alla loro filosofia aziendale, stabilire con lui o lei che tipo di evento organizzare, quante persone dovranno essere presenti e prenotare al prezzo proposto dal brand lover il giusto compenso. A quel punto non dovranno fare altro che presentarsi con l’abito della festa, il miglior sorriso e la loro storia. Tutti elementi fondamentali per il successo della serata.

Provate ad immaginare la differenza che può fare vedere un complemento d’arredo nel vostro pur splendido sito, con la più dettagliata delle descrizioni, la più entusiasta delle recensioni, rispetto a toccare lo stesso oggetto, mentre un conoscitore vi racconta le sue caratteristiche e ne tesse le lodi. Fatevi questa domanda: quale delle due situazioni, secondo voi, può dare la percentuale di conversione più alta?

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Il marketplace: http://brandorbi.com

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