Guadagnare denaro con la sharing economy: tante opportunità per tutti!

Guadagnare denaro con la sharing economy: tante opportunità per tutti!

Breve sommario di alcune esperienze vincenti nell’universo del crowdsourcing

La sharing economy, sul piano delle opportunità, ha sicuramente rivoluzionato il mondo del lavoro. In uno scenario statico e contratto come quello che si è andato delineando a livello globale negli ultimi anni, la possibilità di ottenere un guadagno extra trasformando passioni e talenti in lavori creativi è risultata un’idea vincente. Il merito di questo successo va ricercato proprio in ciò che ispira tale modello economico e organizzativo: includere un insieme di persone nello sviluppo di un progetto, di un prodotto o di un servizio da parte di un’azienda, pescando a piene mani in quella che potremmo definire l’intelligenza collettiva della rete, ovvero il valore di trovare idee, contributi e soluzioni condivise. Il presupposto è che il grado di competenza del gruppo sia maggiore di quello del singolo. Il giornalista Jeff Howe circa dieci anni fa ha coniato il termine crowdsourcing per descrivere questo fenomeno e da allora a oggi sono numerose le esperienze di successo da raccontare.

La portata economica di questa tendenza è già vasta, ma le stime prevedono per il futuro prossimo una crescita ancora più evidente: un recente studio condotto nel Regno Unito valuta in 9 miliardi di sterline (10,5 miliardi di euro al cambio attuale) il valore complessivo che le sole realtà britanniche della sharing economy avranno nel 2025.

Possiamo analizzare la questione da molti punti di vista: il primo aspetto interessante è il modo in cui il crowdsourcing ha cambiato i rapporti tra committente e collaboratore. Non è un caso che siano specialmente le professioni creative e intellettuali quelle più ricercate dalle aziende: chi ha bisogno di sviluppare contenuti, trovare un’idea di marketing efficace, realizzare un progetto a vocazione digitale, ha a disposizione una vasta scelta di professionisti freelance che possono svolgere il lavoro in tempi rapidi, a costi contenuti, e – perchè no? – unendo le proprie forze. Per questi ultimi invece si aprono infinite possibilità di proporre le proprie abilità e competenze, in un mercato fortemente concorrenziale ma ampio e ricco di soluzioni: Freelancer.com, 99design, Startbytes, Userfarm sono solo alcuni esempi di piattaforme dedicate a professionisti di vari settori che possono mettere i propri talenti al servizio delle aziende.

Ma la vera rivoluzione è probabilmente un’altra: le occasioni di creare business sono potenzialmente infinite e anche senza possedere requisiti professionali specifici c’è la possibilità di guadagnare. Gli esempi più noti anche ai non addetti ai lavori sono Airbnb e Uber, ma possiamo concentrarci anche su esperienze di tipo completamente diverso, come Mylittlejob, che promuove incarichi retribuiti di vario tipo a studenti e tirocinanti attraverso le università, consentendo loro di affacciarsi al mercato del lavoro. Ancor più interessante forse è il servizio offerto da Bemyeye, piattaforma di crowdsourcing per il controllo qualità in negozi e punti vendita. Ciascuno di noi può registrarsi al servizio, essere contattato da un’azienda e svolgere per questa attività di store check e mistery shopping vicino a casa, compilando un breve questionario con cui, ad esempio, rilevare la presenza e il prezzo di un prodotto, interagire col personale di vendita per valutarne il comportamento, classificare e analizzare la diffusione e la visibilità di un brand. Ogni servizio viene ricompensato in crediti e poi convertito nel pagamento effettivo: 100 crediti sono pari a 1€. La misura del successo di Bemyeye è ben espressa dal numero di rilevatori, oltre 330mila distribuiti nei principali paesi europei, e dal numero di punti vendita visitati, che sfiora invece i 400mila.

Del resto anche Brandorbi è un’efficace testimonianza di questa tendenza: guadagnare ospitando a casa propria un piccolo evento che coinvolge un brand e un gruppo di invitati per scoprire e promuovere un prodotto o un’attività rappresenta perfettamente la dinamica di condivisione e racconto di un’esperienza che unisce marchio e cliente e crea contenuti e influenza, superando la logica classica dello scambio marchio-consumatore e creando un sistema di fiducia e vantaggio reciproci.

A chi fosse comunque curioso di scoprire da solo le idee più vincenti e innovative per guadagnare con la sharing economy, consigliamo di visitare questa pagina, che elenca oltre 200 piattaforme che stanno ottenendo risultati sorprendenti.

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